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"Panni chiari, Patti chiari" è un Marchio promosso da Confartigianato Lavanderie che "certifica" la qualità dei servizi di lavanderia,
garantendo la professionalità degli imprenditori e la correttezza nei rapporti con i clienti.
Lo possono esporre solo le lavanderie che aderiscono alla Convenzione Nazionale sulle Condizioni Generali di Prestazione di Servizio di
Tintolavanderia, firmata dalle Organizzazioni delle Lavanderie Artigiane tra cui Confartigianato e dalle Associazioni dei Consumatori
Adiconsum, Adoc, Federconsumatori, Acu.
La Convenzione serve a porre fine ai lunghi e costosi contenziosi in lavanderia, a rendere più chiari i rapporti con i consumatori e più semplice
e rapida la definizione delle controversie. Vengono infatti stabiliti diritti e doveri di lavanderie e consumatori ed è prevista una Commissione di
Conciliazione paritetica provinciale che decide le responsabilità del danno agli indumenti e chi ne deve rispondere.
Finora, il cliente che si ritrovava il capo d'abbigliamento danneggiato non poteva che intraprendere azione legale nei confronti della lavanderia,
con costi salati e tempi lunghi, per poi magari accertare che la responsabilità non fosse del pulitintore, bensì del produttore dell'indumento che
non aveva inserito l'appropriata etichetta riportante istruzioni di lavaggio.
Oggi questo problema è superato anche grazie alla legge, a lungo sollecitata da Confartigianato, che rende obbligatoria tale etichetta.
Sono stabiliti i tempi di ritiro degli indumenti e di ritardata consegna da parte della lavanderia, con una tolleranza di 10 giorni; oltre tale
periodo il cliente, in caso di vizio da parte della lavanderia ha diritto ad una riduzione del 20% del prezzo, mentre se la mancanza è attribuibile
al cliente stesso, si attribuirà il 10% di aumento del prezzo della lavorazione, per ogni mese di giacenza dopo il termine fissato per la consegna.
Gli eventuali reclami possono essere presentati entro 2 giorni dopo il termine fissato per la data di ritiro.
In caso di perdita o deterioramento, la lavanderia è tenuta al risarcimento, per un importo pari al valore commerciale del capo.
Se non si raggiunge un accordo, la controversia viene demandata alla Commissione provinciale paritetica, il che non esclude la possibilità
per le parti di seguire le vie legali.
Aderire all'accordo e avvalersi della Commissione è gratuito sia per gli imprenditori che per la clientela.
L'Italia è al primo posto nel mondo per il più elevato numero di imprese di lavanderia rispetto alla popolazione: una ogni 2.300 abitanti
(una per 7.400 abitanti negli Usa, una ogni 16.000 abitanti in Germania). Le imprese artigiane di pulitintolavanderia sono circa 26.000
(pari all'80% del settore), ed occupano quasi 60.000 addetti (il 69% del settore), ciascuna con un "lavato" medio annuo di 10.000 kg,
ossia 35 kg al giorno. A conti fatti, ogni italiano porta in lavanderia ogni anno circa 10 Kg di biancheria. |