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| AGGIORNATO IL 30/10/2009 |
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Non Vi siete mai chiesti quanto sia grande un acaro? Secondo Voi che aspetto ha? Con la speranza di offrirVi un'informazione esaustiva, Vi forniamo alcune risposte alle domande più frequenti. |
Non si vedono, non si sentono, non pungono... ma sono con noi a milioni.
Gli acari rappresentano alcuni degli esseri viventi più antichi del pianeta; possono vivere e crescere in ambienti differenti quali le piante, i fiori, gli animali, l'uomo, il terreno, nei laghi e nell'acqua salata, nelle case e nei rifiuti organici, nei materassi, nei libri etc.
Gli acari sono strutturati con un esoscheletro ed hanno appendici suddivise in articoli e per questo motivo fanno parte del phylum degli artropod.
Si distinguono dagli insetti perché gli adulti possiedono otto zampe anzichè di sei.
Le loro dimensioni sono pari a circa 200-300 micron (all'incirca 1/4 di millimetro) per cui non possono essere visti ad occhio nudo; il maschio è leggermente più piccolo della femmina.
L'acaro della polvere è privo di una vera testa; la parte anteriore del corpo (gnatosoma) dotata di organi sensoriali, funge da apparato boccale ed inoltre svolge funzioni di presa.
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| Gli occhi sono assenti e nonostante non vi siano degli evidenti recettori luminosi, gli acari della polvere sono estremamente fotofobici tant'è che si attivano alla ricerca di recessi bui quando sono esposti alla luce. |
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L'intero ciclo che porta dallo stato di uovo ad organismo adulto si compie in 2-3 settimane.
Gli adulti hanno vita media di 2-4 mesi, durante i quali procedono ad uno o due accoppiamenti, dopo i quali la femmina depone complessivamente 20-50 uova.
L'acaro della polvere può tollerare un'ampia variazione di temperatura che va mediamente da 0 a 30 gradi centigradi, con l'optimum attorno ai 20-25 gradi.
L'umidità ambientale è più importante della temperatura ed è ottimale per le loro condizioni vitali quando si assesta attorno al 75%.
Solitamente in un'abitazione riscaldata autonomamente, tale valore è inferiore al 65%.
Gli acari si sviluppano in quei luoghi della casa che forniscono loro una sorgente di cibo e riparo, come i tappeti e i materassi.
La struttura fibrosa e cellulare di questi ambienti permette agli acari di accumulare acqua e ridurne le perdite.
Gli ambienti preferiti sono le camere da letto, dove le concentrazioni di Dermatofagoidi possono arrivare a più di 1000 per grammo di polvere.
La dieta degli acari consiste in scaglie di pelle umana, funghi che crescono sull'epidermide, muffe, corpi e frammenti di insetti (ad es. scarafaggi), granuli di pollie e batteri.
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La profilassi ambientale rappresenta la forma più accurata di bonifica igienica; essa deve comprendere:
aerazione frequente degli ambienti in modo da ridurre l'umidità al di sotto del 50%;
rimozione accurata della polvere dai pavimenti e dai mobili con aspiratore elettrico munito di microfilitri che ne evitino la successiva dispersione e panno umido;
lavaggi frequenti dei tendaggi e dei tappeti.
Particolare attenzione va riposta alle condizioni in cui si trovano il letto e la biancheria.
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Queste le cinque regole d'oro per limitare la convivenza notturna con i silenziosi "coinquilini":
1) Sostituzione dei materassi e dei cuscini di lana o di piume con altri in gommapiuma o poliuretano da ripetersi comunque ogni 2-3 anni;
2) Rivestimento dei materassi e dei cuscini con "federe" anti-Acaro in cotone a trama spessa e pellicola sintetica;
3) Esposizione all'aria e al sole di materassi, cuscini e biancheria;
4) Pulizia della superficie esterna di materassi e cuscini, in particolare in corrispondenza delle cuciture dove maggiore è la concentrazione degli Acari;
5) Lavaggio frequente, anche bisettimanale, ad alta temperatura di tutta la biancheria da letto.
Estremamente utile per la bonifica ambientale è l'impiego degli acaricidi e dei denaturanti degli allergeni degli Acari spruzzandoli periodicamente sui materiali di imbottitura, sui tappeti o sulla moquette.
Tra i molti in commercio, ricordiamo per la loro affidabilità, i prodotti Cleanshop contenenti benzilbenzoato, alcool benzilico e acido tannico, miscele di tensioattivi e acidi organici naturali. |
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